Novità: i politici mentono (…a sé stessi!)

Di 28 giugno 2018News

Leadership e tendenza a ingannare sé stessi sembrano argomenti scollegati. Eppure, li ritroviamo spesso intrecciati nelle vite dei grandi capi politici: nella carriera di Barack Obama, per esempio.

Cominciamo dall’inizio. Le persone hanno spesso dei comportamenti delle cui ragioni profonde sono inconsapevoli. Perché? Secondo Freud, i pensieri inconsci sono creati da ciò che lui chiama “repressione”: l’Ego sa che un’altra parte della mente (l’lo) ci sprona a fare cose molto divertenti che però ci metterebbero nei guai. Allora, l’Ego ci salva da noi stessi, frenando gli impulsi dell’Io. Riesce a farlo nella maggior parte dei casi, ma non sempre. Quando l’Io riesce a raggirare l’Ego, ecco che facciamo qualcosa di ribelle e impertinente, di “cattivo”. Ma anche in quei casi, l’Ego ci protegge: riesce a inibire la nostra consapevolezza su quello che abbiamo fatto e sul perché. Freud dice poi che con l’età la repressione diventa condanna: le persone mature diventano ben consapevoli di avere impulsi socialmente inappropriati, ma semplicemente rifiutano di metterli in pratica.

Secondo l’interpretazione degli esistenzialisti sull’inconscio freudiano, le persone hanno comportamenti egoisti senza esserne consapevoli. Questi intellettuali attribuiscono la mancanza di consapevolezza alla cattiva fede (mauvaise foi), ovvero la tendenza a evitare di riconoscere il vero motivo delle nostre azioni, la tendenza a mentire a noi stessi. Per loro, l’auto inganno è una forma di vigliaccheria, è l’incapacità di affrontare il significato delle nostre decisioni, che le persone avrebbero il dovere morale di superare. In sostanza, rimangono due quesiti aperti: è vero che le persone sono spesso inconsapevoli circa le ragioni dei loro atti? Ne rimangono comunque responsabili? Per Freud la risposta è: Sì e No, per gli esistenzialisti è: Sì e Sì. Chi scrive è d’accordo con Sartre e Camus.

Freud non aveva nessuna fiducia nei politici: li vedeva come spietati psicopatici guidati dal solo desiderio di dominare gli altri. Noi crediamo che molti politici siano in realtà narcisisti – persone che vogliono potere e controllo, sentono di meritarlo e lavorano per raggiungerlo. A differenza degli psicopatici, i narcisisti hanno un approccio strategico e strutturato allo sviluppo della loro carriera e sono in grado di costruire alleanze e coalizioni.

Tutti i leader politici vogliono potere e controllo e sono circondati da concorrenti uguali a loro. Per accedere al potere, spesso dicono di voler solo servire il popolo e di lavorare per il bene comune, senza nessun obiettivo di guadagno personale. Affermano di volere il potere per aiutare chi non ce l’ha. E riescono a dirlo così bene che diventa difficile vedere che cosa ci sia veramente dietro.

Ma se l’essenza della comunicazione animale è l’inganno (nella maggior parte dei casi, serve a fuorviare concorrenti e predatori), nella comunicazione umana la logica è la stessa. La differenza tra i politici e gli altri non è che i primi sono ingannevoli. La differenza è che loro, contrariamente agli altri, sono bravi a ingannare, e inoltre sanno perché lo fanno. I migliori bugiardi sono poi quelli che credono alle loro stesse storie, ed eccoci tornati al tema dell’auto inganno, a Obama e al libro di memorie del suo storico Consigliere alla sicurezza Ben Rhodes. Il Wall Street Journal lo recensisce così:

“La prosa di Rhodes è coinvolgente, e la storia che racconta sulla Siria, in contrasto con la sua reputazione di personaggio viscido, è sorprendentemente candida. Possiamo attribuire la sua onestà alla mancanza di auto consapevolezza. Fa un ritratto di sé stesso, di Obama e degli altri membri del team presidenziale come non solo tragicamente incapaci di decidere e irresponsabili, ma anche così assorbiti da sé stessi da arrivare all’insensatezza morale. Tuttavia, non troviamo alcuna indicazione del fatto che Rhodes capisca quanto il suo racconto lo condanni”.

Qual è il punto?

  1. Freud aveva ragione: i politici non sono come noi, hanno una psicologia speciale, che li distingue dai normali cittadini.
  2. Freud si sbagliava su quella psicologia. Nemmeno dittatori come Saddam Hussein o Bashar al Assad sono psicopatici. Piuttosto, sono narcisisti ormai fuori dai confini dell’assunzione di responsabilità. I dittatori di successo, contrariamente agli psicopatici, hanno obiettivi ben chiari in testa – sono pragmatici, razionali e prendono decisioni basandosi sui fatti, per assicurarsi una discendenza.
  3. Anche i politici democraticamente eletti tendono al narcisismo (Tony Blair, Bill Clinton, Barack Obama, …): carismatici, affascinanti, e ingannati da sé stessi. La sincerità è il marchio stesso delle persone ingannate dai loro stessi atti. I problemi insorgono quando i leader politici impegnano i loro paesi in progetti apparentemente umanitari, in realtà intrapresi solo per assicurarsi un’eredità personale: Woodrow Wilson con la Prima Guerra Mondiale; Lyndon Johnson e il Vietnam; George Bush in Iraq…

(Tradotto e riassunto dall’articolo originale di Robert Hogan e Ryne Sherman)

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