L’equilibrio morale conta. Specie per chi è in cima alle organizzazioni

Di 28 giugno 2018News

Essere a capo di un’organizzazione pone una serie di sfide morali. Vincere le “tentazioni” è fondamentale, ma non tutti ne sono all’altezza.

 

Le organizzazioni sociali oggi gestiscono ogni aspetto della nostra vita: producono e distribuiscono cibo, forniscono acqua, smaltiscono i nostri rifiuti, si curano della nostra salute e della sicurezza pubblica. Capitali colossali e un potere immenso che possono anche trasformarsi in fonti di enormi danni. Ecco perché è così importante capire in che mani vadano le leve di controllo di tutta questa influenza. A certi livelli, i leader hanno grande libertà di azione e si muovono spesso a loro discrezione: per selezionarli, il loro valore morale dovrebbe essere un elemento di giudizio fondamentale.

L’esercizio della leadership organizzativa è infatti associato ad alcune specifiche sfide morali; che, purtroppo, non tutti i capi riescono ad affrontare con successo. Ecco in si tesi le 7 sfide morali della leadership:

  1. La più elementare: i leader gestiscono le risorse materiali dell’azienda. Le opportunità di arricchirsi personalmente a spese della collettività sono enormi, e non tutti hanno la forza di resistere alle tentazioni.
  2. I leader occupano posizioni di potere su un gruppo di subordinati: la tentazione della tirannia è reale, e i rischi di doverne rispondere a un potere superiore molto esigui. Bullismo, molestie sessuali, persecuzioni e mobbing possono essere il risultato di comportamenti incontrollati e impuniti.
  3. I leader sono in una posizione di autorità e sono, quindi, responsabili, di mantenere procedure eque di amministrazione della giustizia. Non farlo significa deprimere il morale delle risorse, demotivarle e spingerle a un sabotaggio giustificato dal risentimento.
  4. Le organizzazioni sociali tendono ad inglobare un insieme definito di valori. I leader che non esprimono chiaramente i valori a cui si ispirano rischiano la paralisi del processo decisionale.
  5. Le organizzazioni hanno una missione specifica, e raggiungere l’obiettivo aziendale è responsabilità della leadership. Si tratta anche di una sfida morale: se è vero che il fallimento è spesso legato a un problema di incompetenza, dal punto di vista morale la colpa è quella di non riconoscere i propri limiti. Qualunque organizzazione complessa richiede oggi competenze che vanno al di là delle capacità individuali: attorniarsi di consiglieri esperti è una responsabilità del buon leader.
  6. I leader hanno l’obbligo morale di evitare i danni collaterali nel perseguire la missione aziendale. Negli USA, per esempio, le morti sul lavoro da incidenti o malattie professionali sono da 5 a 7 volte più frequenti degli omicidi. I vertici aziendali possono non avere desiderato certe conseguenze: ma queste restano prevedibili, e spesso previste.
  7. La sfida morale più difficile da vincere riguarda l’opportunità dei grandi leader di fare del bene alla società, di affrontare torti e ingiustizie, di sradicare la corruzione e l’oppressione, di rovesciare tiranni. La lista di leader economici che affronta questa sfida è desolatamente breve. Forse, la complessa interrelazione dei rapporti causa-effetto nei nostri sistemi sociali non consente di affrontare un problema senza generare nuove e indesiderate conseguenze.

Perché i nostri leader hanno un rendimento così scarso? Oltre a quanto detto sopra, una delle ragioni è la qualità del processo di selezione dei leader stessi. La vasta letteratura psicologica sulla selezione e valutazione dei capi è perlopiù irrilevante, perché si basa sull’assunto che la selezione sia razionale ed empirica, per esempio condotta attraverso metodologie strutturate di assessment center. Nella vita reale, invece, le persone sono spesso scelte sulla base di processi top-down in cui le questioni politiche e di competenza tecnica il più delle volte sovrastano e cancellano il tema dell’integrità morale dei candidati.

(Traduzione e sintesi dell’articolo originale del Dr. Nicholas Emler, Professore di Psicologia all’Università del Surrey, pubblicato sul sito di Hogan Assessment Systems).

Credits Foto: Emmanuele De Ruvo, Sedie in equilibrio (2018)

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